l’impiego delle donne nelle fabbriche legnanesi
Conferenza ideata e realizzata da TTSLL
Sala Leone da Perego,
21 marzo 2024 – ore 20:45
Introduce Giovanni Cattaneo, Presidente TTSLL
Presentazione a cura della Prof. Renata Castelli, esperta in Storia dell’Arte
Dissertazione a cura della Dott.ssa Nicoletta Bigatti, Storica Ricercatrice
Serata di studio e approfondimenti storici documentali realizzata in occasione della Giornata Internazionale della Donna 2024.
Dissertazione sulla condizione delle lavoratrici nelle fabbriche dell’Alto Milanese dalla fine dell’Ottocento fino ai decenni del suo massimo sviluppo.
In questo evento la storia della Legnano Industriale viene ripercorsa attraverso l’impiego del lavoro femminile, maggiormente richiesto nelle molte filande Legnanesi.
Quale migliore occasione della Festa della Donna per parlare di questo argomento?
Un tema molto sentito dai legnanesi che hanno avuto il privilegio di ascoltare i racconti di un lavoro del passato, molto pesante, direttamente dalle proprie Nonne o Bisnonne e avere così visto una fotografia, pur sfocata, di come fosse la vita in quel tempo.
Questo argomento rappresenta un altro tassello della Legnano Industriale e della storia legnanese che, attraverso i ricordi e le narrazioni delle persone -raccolte, analizzate e organizzate in una visione storica e storiografica locale dalla Dott.ssa Bigatti-, non non deve andare perduta, per l’orgoglio di chi ne ha fatto parte e dei legnanesi tutti.
Questo è il motivo per cui la TTSLL è nata e sta cercando di realizzare un museo fruibile da tutti.

La memoria del passato è fondamentale per vivere il presente e progettare il futuro!
Lo sfruttamento femminile e infantile nelle fabbriche
La fatica del lavoro e dei turni notturni nell’impiego di bambini e persino di donne incinte era diventata una evidente piaga sociale.
Tuttavia non tutti gli industriali perseguirono questa forma di sfruttamento inumano.
A Legnano, infatti, l’imprenditore tessile Carlo dell’Acqua, proveniente da una famiglia di umili origini, una volta eletto parlamentare non esitò a contrastare l’abuso del lavoro notturno verso le donne e i bambini.
Nel suo discorso alla Camera dei deputati il 20marzo 1902, egli definiva il lavoro notturno un avanzo del medioevo, un’infamia che stava a confermare l’egoismo del capitale sfruttante l’umanità senza riguardo alcuno all’umanità stessa.
Va detto che già un terzo dei fusi cotonieri lavoravano solo di giorno e la sua battaglia sociale verso la tutela di donne e bambini fu ben presto vincente.
Le donne sono sempre state una presenza attiva e costante nella storia dell’industrializzazione legnanese: hanno dato prova del loro coinvolgimento soprattutto durante le vicende belliche della prima guerra mondiale, quando sostituirono gli uomini -impiegati al fronte- nelle fabbriche tessili e meccaniche.
La forte presenza delle donne nelle fabbriche rappresentò una sorta di involontaria parità sociale con il lavoro maschile.
Rif.: pag 152 de “Legnano nella Grande Guerra” – La mobilitazione industriale italiana e il coinvolgimento delle aziende ausiliarie di Legnano
Verso la pima metà del 1800, con l’insediamento di numerosi opifici e tintorie lungo il corso del fiume Olona, che offriva la forza idrica al funzionamento dei macchinari, si assiste a una trasformazione del mondo del lavoro.
Le fabbriche tessili e le tintorie trovano facilmente mano d’opera disposta a bassi salari pur di sopravvivere alla miseria del lavoro nei campi.
Pur di non sottrarsi al lavoro in fabbrica, i bambini, maschi e femmine, erano costretti a rinunciare all’istruzione elementare.
Le giovani operaie, con le zoccole ai piedi, lavoravano alacremente ai telai e nelle mansioni più umili.
Questa la descrizione delle lavoratrici tessili all’uscita dalla fabbrica:
Pallide e sfatte, coperte di polvere, i capelli spettinati, con grandi cerchi lividi agli occhi, arsi dal pulviscolo, dalla stanchezza, dallo sforzo. Vanno come trasognate, tossendo per il passaggio brusco dall’afa soffocante dei camerini alla brezza pungente del mattino.
Fonte: Nicoletta Bigatti “L’altra fatica: lavoro femminile nelle fabbriche dell’Alto Milanese”, nota inserita nella pubblicazione “Le arti tessili”, edizione Fondazione ISEC
Queste storie sul lavoro femminile che si svolgeva negli opifici legnanesi, ben si collocano in una realtà di archeologia industriale ancora presente in città.
Gli edifici della Manifattura di Legnano fondata nel 1901 rappresentano una importante testimonianza del lavoro tessile e della tipologia costruttiva e organizzativa di una fabbrica tessile di quell’epoca.
Nel corso degli anni molte realtà produttive del ramo tessile si sono mano amano dismesse.
Mantenere in vita queste tracce della nostra storia industriale è di fondamentale importanza.
I progetti di riutilizzo presentano soluzioni importanti e interessanti, innestandosi in una nuova realtà che possa coinvolgere i cittadini legnanesi in modo complementare alle richieste di nuove attività commerciali e aree verdi, ma soprattutto per quelle destinate alla Cultura che possono comprendere spazi Museali riferiti alla Storia dell’Industria e del Lavoro ed eventuali sedi decentrate di facoltà universitarie milanesi.
È importante rimarcare come al suo interno siano presenti luoghi ed edifici con particolari aspetti di vita lavorativa e di socializzazione, quali i convitti, che ospitavano le ragazze operaie provenienti da paesi lontani, soprattutto da Crema e da altre zone della Lombardia.

Per maggiori approfondimenti sull’argomento ti invitiamo a consultare la nostra biblioteca, la nostra raccolta fotografica e la documentazione tecnica costituita da disegni di progetto, manuali e testi specialistici.
Bibliografia ragionata sull’evento proveniente dai relatori:
Nicoletta Bigatti, L’altra fatica: lavoro femminile nelle fabbriche dell’Alto Milanese, da “Le arti tessili”, edizione Fondazione ISEC
A.A.V.V., Legnano nella Grande Guerra, La mobilitazione industriale italiana e il coinvolgimento delle aziende ausiliarie di Legnano